Quando un sogno diventa realtà

Poche sere fa, davanti al camino acceso, sicuramente affascinato e condizionato da
quelle lingue di fuoco che dilatavano i contorni del tempo e delle cose, mi sono
permesso di rivivere con Elisabetta, compagna di vita e co-manager di “A scuola
dimagrendo”, le tappe salienti della mia e poi della nostra attività professionale.

Gli anni di formazione, di congressi, le concitate discussioni con i colleghi che
ripetevano ostinatamente ciò che era scritto sui trattati di dietetica. C’era in me “uno
spirto guerrier” che si ribellava, non certo alle scoperte che quotidianamente si
aggiungevano ad una scienza giovane qual’era la dietetica ma sentivo il bisogno,
l’urgenza di personalizzare e dunque cercare qualcosa per andare oltre. E così è nato
il pasto libero settimanale, la tappa che stabilizza il peso durante la fase di
dimagrimento e poi il mantenimento finale e la stabilizzazione del peso senza quei
falsi moralismi che dobbiamo imparare a mangiare per rimanere magri.

E poi il parto di un libro che aiuta il cliente a divenire dietologo di se stesso, con
mille sostituzioni di alimenti e l’analisi sempre più da approfondire che non esiste la
dieta ma la nostra vita e un viaggio di trasformazione da permetterci.

E poi la nostra “Scuola”, dove i clienti, carichi del loro sovrappeso ma pronti a
combatterlo, ci hanno insegnato ad insegnare. E poi la comprensione magica e al
tempo stesso ovvia che la scienza dietetica non è solo un calcolo di calorie; che la
nostra ciccia non è formata solo da tessuto adiposo ma che un’obesità psicologica,
regina sovrana, è alimentata dalle nostre paure e da tutto quello che profondamente
umano abbiamo demonizzato.

E poi quell’utopia, rubo le parole di una persona che non smetterò mai di amare
(Giorgio Gaber), che non l’abbiamo rubata la gioia di vivere, ma ci spetta di diritto.

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